LORENZO MARABINI MARKETING E COMUNICAZIONE
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marketing e comunicazione
Blog di Lorenzo Marabini

"Non divulgo perché è nella misura in cui so già tutto, tutto ho capito, ma imparo mentre divulgo, conosco mentre cambio, metto in scena così da riuscire a capire..." [Luca Ronconi, da Etica del ribelle di G. Giorello]

Non è la macchina, è la guida. Intelligenza artificiale e marketing

12/13/2024

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Durante i corsi professionali di fotografia capitava sempre di trovare gli entusiasti dell’attrezzatura: la più costosa, la più all’avanguardia, il meglio sul mercato. Ma quando arrivava il momento di vedere il risultato delle prove sul campo, spesso le foto degli entusiasti della macchina risultavano banali, scontate, prive di narrazione. Questo non rivelava certo un limite della tecnologia, ma del grado di cultura visiva e della capacità di dare uno scopo a quello strumento.

Come dicevano i docenti (e implicitamente anche i grandi fotografi col loro lavoro): non basta l’attrezzatura migliore; il risultato dipende dall’occhio, dall’intenzione e dalla cultura di chi usa la macchina. Non è l’obbiettivo a fare la differenza, ma l’obiettivo: ciò che vuoi ottenere e raccontare. Una foto può essere tecnicamente perfetta, ma risultare vuota se non è guidata da un’idea, da una ricerca, da un’intenzione consapevole. E così accade con qualsiasi tecnologia.

Nel mio lavoro spesso riscontro ancora lo stesso equivoco. C’è chi lancia un e-commerce convinto che la piattaforma da sola porterà vendite, oppure chi adotta un sistema di intelligenza artificiale aspettandosi soluzioni perfette, immediate e infallibili... come fosse la panacea di tutti i mali. Ma senza una strategia chiara, anche lo strumento più avanzato privo di guida consapevole rischia di rimanere sterile, incapace di creare valore.

Non è allora solo una questione di "avere lo strumento". Bisogna saperlo usare: conoscerne i risvolti, capire come migliorarlo, come sfruttarlo per potenziare le proprie competenze – ma avendo sempre in mente l'obiettivo, lo scopo. Questo per me è un concetto fondamentale! Serve la capacità di leggere il contesto, interpretare le dinamiche del percorso e guidare la macchina verso un risultato concreto.

Oggi si dice che la sfida reale non è tanto digitalizzare l’umano, ma umanizzare la tecnologia: farne un alleato per amplificare il pensiero critico, la creatività e la strategia per risolvere problemi. La macchina, da sola, non crea valore; il valore nasce dalla guida e dalla verifica che la indirizza verso obiettivi concreti. La macchina dovrebbe servire allora per potenziare noi come esseri umani, non certo per sminuirci o sostituirci. Questo è il vero potenziale della tecnologia. La macchina, paradossalmente, ci serve proprio per essere ancora più umani, non meno umani.

Il mezzo conta, certo, non siamo ingenui. Come nelle corse, una macchina potente offre un vantaggio, ma senza un pilota consapevole la stessa macchina non raggiungerà mai il suo massimo potenziale. Uguale per un corpo atletico: per quanto performante, ha bisogno di una mente strategica per eccellere nello sport. È l’unione tra mezzo e guida – tra potenzialità e visione – a fare la differenza. La tecnologia non fa eccezione: serve sempre qualcuno che sappia sfruttarla con consapevolezza e trasformarla in risultati concreti.

#ai #intelligenzaartificiale #imprese #aziende
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Content “is (still) the King” / “AI is the Queen”-  Spunti dal Digital Innovation Days per il marketing e il branding

10/12/2024

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Il Digital Innovation Days di Milano si è appena concluso, lasciando un segno importante nel panorama del marketing e della comunicazione digitale in Italia. Assistendo a diversi talk, ho rilevato che il connubio tra intelligenza artificiale e creatività umana è stato uno dei temi dominanti, riflettendo un trend in crescente ascesa che sta ridefinendo i paradigmi tradizionali del settore. Ma molta importanza è ancora attribuita all’empatia: alla sensibilità e capacità umana di comprensione delle dinamiche umane.

BRAND: PER LE AZIENDE i CONTENUTI SONO IMPORTANTI TANTO QUANTO IL PRODOTTO STESSO!

Durante l'evento, tra i vari spunti tecnici sugli strumenti utili, come l’AI nel mondo del digital marketing e advertising,è stato veramente interessante il focus su strategia marketing e branding presentate - tra altri - da Francesco Parrilla (Content Strategist and Podcast Editorial Manager di Intesa San Paolo), e Marco Righetti (Head of Brand di Prima Assicurazione. Entrambi hanno condiviso le loro visioni innovative sull'evoluzione del marketing in un contesto tecnologicamente avanzato.

Hnno sottolineato entrambi l'importanza per ogni azienda di considerarsi oggi anche come una content agency per dialogare direttamente con il pubblico. Questo spostamento verso un'identità di content creator è ormai una necessità strategica che mira a costruire relazioni autentiche e durature con i consumatori per garantire una maggiore coerenza e qualità dei contenuti verso il brand.

La centralità della creatività è un tema ricorrente. Stefania Siani (Presidente dell'Art Directors Club Italiano) ha messo in luce come la creazione di contenuti sia oggi addirittura un vero e proprio prodotto aziendale, cruciale tanto quanto i beni prodotti o servizi offerti. Questo si traduce nella crescente importanza di interpretare i bisogni del brand e tradurli in contenuti capaci di connettersi emotivamente con il pubblico.

E’ stato quindi evidenziato il valore del copywriter/creativo e dell’importanza della lateralità delle competenze per cogliere la complessità del pubblico rispetto a un approccio più puramente tecnico, con capacità narrative e creative in grado di cogliere sfumature. E' stata quindi citata la pubblicità di successo di un brand attivo nelle traduzioni professionali: “Solo le persone possono capire le persone".

IL PROCESSO DECISIONALE DEI CONSUMATORI

Molti interventi hanno fatto riferimento al cosiddetto Messy Middle: ovvero al percorso non lineare tra la fase di esplorazione e quella di valutazione che i consumatori attraversano durante tutto il processo decisionale riguardo le prorie scelte. Questo approccio si differenzia dal funnel tradizionale e riconosce che i consumatori sono molto più complicati di quanto si credeva… perchè sono umani, toh! Ma guarda!

IL BRACCIO MECCANICO, I VIDEO , I BIAS, LA MISURAZIONE

Nel Performance Marketing gli strumenti tecnici sono certamente importanti, insieme alla forza della creatività, ma ancora dei bias cognitivi giocano un ruolo tosto nel percorso del funnel che conduce il consumatore all’azione.

Secondo Valerio Celletti (top Google Adv premier partner) e Docente PPC Academy l’utilizzo degli automatismi stanno facendo paradossalmente riportare l’uomo al centro, che deve concentrarsi di più sui contenuti istruendo la macchina algoritmica.
L’A.I. è allora da vedere come un “co-pilota automatico”, un "braccio meccanico” che rende il lavoro dell’advertising meno focalizzato sulla tecnica e più concentrato più sui contenuti. Persino su Google Ads il contenuto è ancora il “re”! Persuadere, emozionare, istruire con creatività diventerà l’elemento differenziante”

Paolo Ratto (founder e Chairman TWOW) nel talk: Rethinking Advertising: in equilibrio tra creatività e performance ai tempi dell’AI , ha sottolineato l’importanza  dei contenuti video, “in tutte le salse”, nella gestione della Messy Middle  per fare la differenza.

KPI - Ma, alla fine... “Non tutto ciò che viene misurato conta, e non tutto ciò che conta viene misurato” (Albert Einstein)

Andrea Poretti, (CEO di CEPAR) ha evidenziato come sia bias cognitivi sia le decisioni di pancia influenzino ancora profondamente le decisioni dei consumatori, sottolineando che oltre la misurabilità e la tecnica (strumenti), per il brand sono importanti i contenuti e la creatività che toccano corde non proprio sempre misurabili.
Un forte brand migliora tutti gli indicatori di performance dal CTR al CPA, aumentando la fedeltà e la fidelizzazione dei clienti. Sullo schermo del talk ha quindi troneggiato la slide: “No brand, no party!” aggiungendo la citazione: “The most important search engine i still the one in our minds”, Jon Bradshawper ricordarci che il più potente e cruciale strumento di ricerca che possediamo è - prima di tutto - nel nostro cervello, non in Google. Ovvero: nel suo processo di ricerca e di decisione il consumatore va comunque sempre a pescare nella sua esperienza personale interiore, combinando interiormente in maniera anche irrazionale quello che sente, che avverte, che percepisce, che risuona intimamente, che ricorda. Qindi possiamo parlare di Brand, quando questo è capace di incidere nell’esperienza di vita (anche professionale) del consumatore; la capacità di rendersi quindi “memorabile” e “presente” al momento giusto, quando serve. 

IL SONDAGGIO (IPSOS)

Il 75% del tasso di ricordo è dato dalla creatività dell'ADV e soltanto il 7% dall’investimento comunicazione in sè. Un risultato che mette in evidenza, insomma, come l'efficacia di una campagna pubblicitaria dipenda più dalla qualità e dall'originalità dei suoi contenuti che non dalla grandezza del suo budget.

IL BUDGET

La discussione ha comunque affrontato tuttavia anche l'importanza di un adeguato budget. Così, la slide successiva del tak è stata: "No budget, no party" sottolineando che senza l'investimento necessario, anche la migliore strategia creativa può anche non ottenere l'impatto desiderato.

IMPRESSIONI FINALI

In conclusione, i Digital Innovation Days hanno offerto una panoramica chiara e profonda sull'evoluzione del marketing digitale e non solo. Mentre l'intelligenza artificiale continua a fornire strumenti potenti e trasformativi, è emerso chiaramente che il vero cuore dell'efficacia nel marketing moderno risiede ancora nell'empatia umana, nella creatività e in una comprensione profonda e sensibile delle dinamiche umane. Queste qualità umane sono irrinunciabili e insostituibili, e rappresentano i veri motori di connessione e engagement in un mondo sempre più guidato dalla tecnologia. Occorrono skills sempre attente e in esplorazione.

Le aziende che riconoscono, valorizzano e investono in questa sinergia vitale tra capacità tecnologica avanzata e intuizione e sensibilità umana saranno quelle che non solo sopravviveranno, ma prospereranno nell'era digitale - manifestando la capacità di creare esperienze di marca autentiche e durature che risuonano veramente con il pubblico di riferimento.

Lorenzo Marabini
Consulente Marketing e Comunicazione
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Good News: Innovation Manager riconosciuto dal MISE & Made in Italy

11/13/2023

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Certificato dal MISE, Ministero dello Sviluppo Economico e del Made in Italy, oggi metto la mia esperienza e capacità al servizio delle aziende in qualità di "Innovation Manager". (continua sotto l'immagine)
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Raccontandomi brevemente, sono da sempre attratto dall'innovazione; nel digital marketing, tra altro ho creato contenuti virali su YouTube prima ancora che lo strumento diventasse mainstream. Ho fatto dell’aggiornamento un asset professionale frequentando assiduamente istituti di ricerca accademica, eventi di settore, workshop, etc. Ritengo di possedere sensibilità nel cogliere i trend emergenti e comprendere in profondità le aspirazioni e gli obiettivi delle aziende con le quali entro in contatto. A volte riesco ad anticipare le esigenze del mercato e di identificare potenzialità inesplorate delle aziende, spesso ancor prima che le aziende stesse ne siano consapevoli. La capacità di intuire e interpretare tendenze mi consente di guidare le imprese verso strategie innovative e soluzioni su misura che rispecchiano non solo i loro obiettivi attuali, ma anche quelli futuri nell'era dell'Impresa 4.0.

INNOVATION MANAGER - Cosa si intende:
Per manager dell’innovazione qualificato e indipendente si intende un manager iscritto nell’apposito elenco costituito dal Ministero dello Sviluppo Economico oppure indicato, a parità di requisiti personali e professionali, da una società iscritta nello stesso elenco e che risulti indipendente rispetto all’impresa o alla rete che fruisce della consulenza specialistica - tramite richiesta di apposito VOUCHER *

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0.
Nel mio caso, individuate in:

  • "programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati"

* VOUCHER
La misura Voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al Voucher per consulenza in innovazione le imprese operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, i requisiti indicati nel  sito web del MISE:
(entro le 12 del 23 novembre 2023)
https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/voucher-per-consulenza-in-innovazione-secondo-sportello

A disposizione per approfondimenti.
Lorenzo Marabini
[email protected]

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Quanto è necessario avere un approccio olistico al business?

8/31/2023

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L’agire umano tra l’origine della vita e l’Intelligenza Artificiale.
Una riflessione attraverso la natura, l’arte, la filosofia e la tecnologia.
di Lorenzo Marabini
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[Avvertenza: testo e note, da intelligenza naturale; opinione finale sul testo, da intelligenza artificiale (che mi ha incuriosito e divertito interpellare…)]

Nel 2023 si celebra il centenario dalla nascita del grande scrittore Italo Calvino (1). Tra le sue opere mi viene in mente il breve saggio "Palomar e Michelangelo" (2).
Qui Calvino riporta una pagina dei "Dialoghi Romani" di Michelangelo, dove l'artista afferma che il disegno e la pittura siano la base di ogni attività umana “e che tutte le altre siano sue derivazioni”: dalla moda alla costruzione di edifici, dalla navigazione all'agricoltura (“nel fare pitture e segni lavorando la terra”), “come pure in tutte le altre operazioni, gesti e azioni”
Da queste riflessioni, il celebre personaggio di Calvino, il signor Palomar (osservatore riflessivo che cerca di comprendere il complesso intreccio della realtà) vede l'essere umano come uno “strumento”, come parte di un processo in cui il mondo e l'universo si rinnovano costantemente. Per lui questa prospettiva coinvolge non solo gli esseri umani, ma ogni forma di vita: gli animali, le piante e le cose inanimate. Palomar sente allora la responsabilità di plasmare l'immagine del mondo che lo circonda e si sente parte integrante di questa immagine in evoluzione. Un senso di responsabilità che in fondo coinvolge tutti noi nei ruoli che ricopriamo e nelle azioni che intraprendiamo, nel contributo che diamo alla "forma futura" del mondo.

Mi aveva colpito e affasciato a suo tempo questa prospettiva dell’uomo come “parte di un processo attraverso il quale l'intero mondo e l'universo si rinnovano costantemente” - dove però mi pare di scorgere un limite nella prospettiva di Palomar, il quale giustappone il contributo umano a quello degli animali, delle piante e delle cose inanimate, invece di scorgerne una mescolanza più profonda.

Così, mi è tornato in mente il saggio "La vita delle piante" di Emanuele Coccia, dove l’autore (filosofo italiano, professore presso l'École des hautes études en sciences sociales di Parigi) ci presenta la vita delle piante come un modello di speculazione per comprendere come gli esseri umani siano a loro volta integrati nell'ambiente. Capire questa modalità di essere, incarnando un più autentico modo di essere-nel-mondo (3), può portare vantaggio sullo stesso agire umano.
Nella vita vegetale “L’autotrofia - così viene chiamato questo potere da Re Mida alimentare che trasforma in nutrimento tutto ciò che tocca e tutto ciò che è […] esprime, innanzitutto, la capacità di trasformare in corpo vivente l’energia solare diffusa nel cosmo. Le piante rappresentano un’interessante e istruttiva forma di vita essenziale in un rapporto diretto con l'ambiente, senza la mediazione e la necessità di altri viventi. (4)

Coccia sottolinea l'importanza spesso trascurata delle piante nella cultura umana, malgrado il loro ruolo fondamentale nell'evoluzione e nell'equilibrio del pianeta - più per disprezzo che per distrazione; per una certa supposta superiorità zoocentrica (5).
Eppure, riguardo all’importanza delle piante, ci viene ricordato che il mondo in cui viviamo è il risultato di un inquinamento catastrofico chiamato "catastrofe dell'ossigeno" (GEO Grande Evento Ossidativo), causato dall'accumulo di ossigeno libero derivante dalla fotosintesi delle piante vascolari. Questo evento ha portato all'estinzione di organismi anaerobici a favore di forme aerobiche. Le piante (la vita vegetale) hanno allora svolto un ruolo fondamentale nella colonizzazione e nell’abitabilità della terraferma, trasformando l'atmosfera e consentendo lo sviluppo della vita. Esse hanno creato un immenso mare atmosferico e hanno trasformato l'universo in uno spazio metafisico di respiro: la vita non ha dunque mai abbandonato uno spazio fluido, iniziando dal mare e poi creando un fluido diverso intorno a sé durante la colonizzazione del mondo terrestre, permettendo lo scambio reciproco tra soggetto e ambiente. Questo concetto sottolinea che non siamo solo abitanti della terra, ma abitiamo l'atmosfera stessa in una sorta di panteismo dove tutto è in tutto (dall’antico concetto pàn en pantì di Anassagora). Insomma: viviamo nell’ossigeno intorno a noi e viviamo dell’ossigeno dentro di noi…

Guardando il mondo attraverso ottiche più grandangolari, dunque “la pianta e la sua struttura possono essere spiegate molto meglio dalla cosmologia che dalla botanica.” Ed è grazie alla filosofia che possiamo assumere questo sguardo d’insieme per comprendere il mondo, similmente alla capacità delle piante di trasformare in vita gli elementi diversi, poiché capaci di vedere e percepire il mondo nella sua ampiezza e completezza, senza restrizioni e confini.
In genere, viviamo in una cultura di specializzazioni dove si è perso il valore di uno sguardo olistico d’insieme per favorire un ideale corporativista del sapere (le discipline accademiche hanno radici nelle corporazioni universitarie medievali).
La filosofia qui chiamata in causa è da intendere come "desiderio" di verità (“e non un metodo, una disciplina, un protocollo, una procedura”). Uno sguardo privilegiato per superare le limitazioni delle specializzazioni e abbracciare l'intera complessità del mondo in uno scambio sinaptico” (nel pensiero, così come nella vita) dove “tutto è legato al tutto”: un'attività speculativa radicale, un’apertura senza limiti nei confronti delle conoscenze e delle idee - similmente alla capacità delle piante di trasformare qualsiasi elemento in vita in qualità di mediatori autentici, capaci di vedere e percepire il mondo nella sua ampiezza e completezza, senza restrizioni e confini.

In conclusione, riconoscere l’esistenza di un’interconnessione universale e considerare la filosofia come sguardo privilegiato per affrontare le sfide attuali e future, è di vitale importanza (come guida e supervisione, in un mondo fatto di specializzazioni).
E - ancora una volta - se l’uomo è “strumento” e “parte di un processo attraverso il quale l'intero mondo e l'universo si rinnovano costantemente”, l’ascesa dell'Intelligenza Artificiale aggiunge ulteriori elementi nel plasmare scenari di questa universale immagine del mondo, sempre in divenire…

Mi vengono in mente le raccomandazioni del filosofo Nick Bostrom (ben conosciuto per i suoi studi sui vantaggi e pericoli dell’intelligenza artificiale, in “Superintelligenza”, “il filosofo della Silicon Valley” come lo definisce Wired, è stato consulente di Bill Gates e Elon Musk): “A volte è meglio non essere troppo specializzati, perché se sei troppo specializzato, puoi avere una visione ristretta delle più ampie ramificazioni sociali di un campo”. Questo è importante per cogliere le criticità e le opportunità del fare umano - e pure del business (come campo di operatività) - per acquisire visioni e prevedere scenari attraverso un approccio filosofico in un’atmosfera ampia di possibilità.
Chissà quindi come il mondo e l’universo utilizzeranno questo nuovo “strumento” per la creazione di nuove “forme e figure”? Per ora l’intelligenza artificiale è ancora prevalentemente da intendere come estensore delle capacità umane in un’ottica augmented - e non automated, di sostituzione (fonte: Deloitte). (6)

_______

NOTE:
(1) Sono state e sono ancora molte le iniziative nazionali e internazionali di celebrazioni di Calvino (tramiate anche il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), tanta è la ricchezza della sua opera. Ad esempio, all’Università La Sapienza di Roma viene interrogata in rapporto con tutti i campi dello scibile umano attraverso dialoghi fra specialisti di settori diversi: scienziati, storici, antropologi, studiosi di architettura e di arti visuali, ecc. Quindi in rapporto all’arte, le scienze naturali, le scienze sociali (tra i relatori leggo il nome di Derrick de Kerckhove che fino al 2008 ha diretto il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto), la matematica, l’architettura, il cinema, la geografia, la psicoanalisi, la musica.. .
(2) “L’uomo di fronte a disegni segreti”, Corriere della Sera, 18 settembre 1975  - in "Italo Calvino, Saggi  1945-1983", Mondadori, 1995)
(3) diversamente dall’autoreferenzialità antropocentrica dell’essere-nel-mondo alla maniera di Heidegger e di tutta una tradizione filosofica del Novecento che, banalizzando, cerca di capire un sé dinanzi alle cose e non un sé come parte di esse.
(4)  “La sopravvivenza di quasi tutti gli esseri viventi presuppone l’esistenza di altri esseri viventi” in un processo per cui “Vivere è essenzialmente vivere della vita altrui”
(5) "la biologia contemporanea, concepita su quel che conosciamo dell’animale, non tiene praticamente conto delle piante" e "la letteratura evoluzionistica standard è zoocentrica" [Francis Hallé, "Éloge de la plante", p.321] interiorizzando il “darwinismo per estendere il narcisismo umano al regno animale”
(6) Penso per esempio al saggio “Scacco matto con l’AI” del Prof. Thomas H. Davenport (senior advisor per i servizi di intelligenza artificiale in Deloitte) e di Nitin Mittal (dirigente Deloitte Consulting LLP con l’incarico di US Aritifciial Intellingence Strategic Growth Offering Leader). Tra le molteplici raccomandazioni, qui è interessante notare che per gestire progetti complessi e innovativi di trasformazione aziendale siano sempre più necessari CEO e Project Manager di ampie vedute.


____________________________

(L'opinione dell'Intelligenza Artificiale)
ChatGPT, cosa ne pensi del testo che ti ho sottoposto?

Il testo che hai condiviso affronta una serie di argomenti complessi e profondi, che spaziano dalla filosofia alla biologia, dall'arte all'Intelligenza Artificiale. Evidentemente, hai riflettuto ampiamente su questi temi e hai messo in luce connessioni significative tra le varie prospettive. Ecco alcuni punti che emergono dal tuo testo:
1. Celebrazione di Italo Calvino e il suo saggio su Palomar e Michelangelo: È interessante come tu abbia iniziato il testo ricordando il centenario della nascita di Italo Calvino e la sua riflessione su Palomar e Michelangelo. Questo ti ha fornito un trampolino di lancio per esplorare diverse prospettive sulla natura umana e il suo ruolo nel mondo.
2. Ruolo dell'arte e della filosofia nella comprensione del mondo: Hai sottolineato come l'arte, la filosofia e la letteratura possano offrire nuove prospettive sulla realtà e sulla posizione dell'essere umano nell'universo. Questo richiama alla luce il potere dell'arte e della riflessione filosofica nell'aprire nuovi orizzonti di comprensione.
3. Relazione tra esseri umani, piante e ambiente: Hai affrontato il concetto di interconnessione tra esseri umani, piante e ambiente in modo molto approfondito, richiamando sia le riflessioni di Calvino che quelle di Emanuele Coccia. Questo punto è cruciale nell'attuale contesto ecologico e sottolinea la necessità di riconoscere il ruolo fondamentale delle piante nell'equilibrio dell'ecosistema.
4. Visione olistica e specializzazione: Hai discusso dell'importanza di una visione olistica nel contrasto alla specializzazione e alla frammentazione del sapere. Questo concetto è collegato alla filosofia e all'approccio interdisciplinare, che possono contribuire a una comprensione più profonda e completa del mondo.
5. Intelligenza Artificiale e il suo impatto: Hai esplorato l'ascesa dell'Intelligenza Artificiale e come essa possa essere considerata come uno strumento che influenzerà l'evoluzione futura. L'analisi delle raccomandazioni di filosofi come Nick Bostrom e il contesto aziendale mostra come l'IA stia già influenzando molteplici aspetti della nostra società.
In generale, il tuo testo mostra una profonda riflessione su vari temi, con un'attenzione particolare all'interconnessione tra esseri umani, natura, arte, filosofia e tecnologia. La tua capacità di intrecciare concetti provenienti da fonti diverse e di presentarli in una narrazione coerente è notevole. La tua critica riguardo alla prospettiva di Palomar in relazione alle piante aggiunge ulteriori sfumature alla discussione e dimostra una comprensione critica delle tematiche trattate.

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La storia in un logo

7/18/2021

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Al piacere di ricevere un incarico di comunicazione e marketig per un'attività in Emilia Romagna, si è aggiunta la sorpresa di riscoprire una storia antichissima di civiltà e lavoro... da valorizzare come punto di forza dell'identità aziendale.

Con la progettazione/restyling del logo ho voluto riproporre l’immagine-simbolo di un passato che non esiste più - se non nella tradizione di un luogo, nella stratificazione del tempo cronologico e mentale - in combinazione con la modernità (ed efficienza) della struttura, dove una volta era attivo un “maglio”...

HOTEL e RISTORANTE “IL MAGLIO”, Imola (Bologna)

Perché “il Maglio”…? Cos'è un "maglio"? E’ una storia molto antica e interessante. In epoca romana venne creata artificialmente una diramazione del fiume Santerno - che attraversa Imola (Bologna) - per irrigare i campi coltivati a Nord-Est lungo la via Selice, dove si trova l’ Hotel e Ristorante "Il Maglio". In seguito, in epoca medievale, su quel corso d’acqua vennero costruiti una ventina di mulini, tanto che prese il nome di “Canale dei Molini”. Ma non tutti erano destinati alla molatura del grano, per ottenere la farina.
Alcuni mulini sfruttavano la forza cinetica dell’acqua per far funzionare macchinari automatici pre-industriali come segherie o grandi martelli, chiamati appunto “magli”, destinati alla forgiatura dei metalli: il ferro battuto serviva per creare attrezzature agricole, armi, cancelli, ecc…; mentre il rame veniva usato per fare le pentole o altri attrezzi da cucina.
Ecco, qui in questo luogo c’era proprio un mulino dotato di maglio e un forno ad alte temperature (per scaldare i metalli) funzionanti fino a non moltissimi anni fa.
Tutto questo è rimasto nella memoria, a ricordarci della nostra civiltà e delle nostre tradizioni.
Il mondo è cambiato e continua a farlo. Oggi, qui non si fanno più le pentole di rame… ma è tornato un forno e sono tornate le  pentole per alimentare una grande passione per l’ospitalità e per la ristorazione tradizionale dell’Emilia Romagna… Una passione nata dalla volontà di una bella famiglia nel “forgiare”(modellare) la migliore permanenza a Imola - città strategica per la sua posizione in Emilia Romagna, sia per il business, sia per le vacanze e lo svago.
Benvenuti in questo mondo e.. buona permanenza! :)

Lorenzo Marabini
Consulente Marketing e Comunicazione (Imprese e Territorio)

Per vedere un maglio in movimento, ho trovato su YouTube questi VIDEO davvero interessanti:

- https://www.youtube.com/watch?v=dLvM9GQf1p4 (maglio ancora funzionante in Valle Camonica BS www.segnoartigiano.it)

- https://www.youtube.com/watch?v=zyI6z1Ey6ns (modellino di www.mondopresepi.com)
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    Autore del BLOG

    Lorenzo Marabini consulente marketing e comunicazione, content media e video producer per Imprese e Territorio.

    Blog di marketing e comunicazione - trend e opportunità.
    Guardarsi intorno per (cercare di) capire il mondo.
    Report personale di attività, incontri e convegni. Riflessioni su attualità, consumi, mercato/mercati, Società, innovazione, ICT...

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