Marketing, Media e Visione sull'Innovazione | Lorenzo Marabini
  • HOME
  • SERVIZI
    • MARKETING
    • COMUNICAZIONE
    • SEO e Visibilità
    • Produzione media e storytelling
    • EVENTI, FIERE e relazioni
  • ABOUT
  • BLOG
  • CONTATTI
  • REFERENZE

Marketing, comunicazione e innovazione
Blog di Lorenzo Marabini

"Non divulgo perché è nella misura in cui so già tutto, tutto ho capito, ma imparo mentre divulgo, conosco mentre cambio, metto in scena così da riuscire a capire..."
(Luca Ronconi - Etica del ribelle di G. Giorello)

Intelligenza artificiale, informazione e responsabilità: quando l’etica non è un’aggiunta (ma una direzione)

1/29/2026

0 Comments

 
Riflessioni dal convegno Intelligenza artificiale e giornalismo: tra innovazione e deontologia - Imola, gennaio 2026
Convegno su intelligenza artificiale e giornalismo a Imola, gennaio 2026
In occasione della XXI edizione della Festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, si è tenuto a Imola un convegno dedicato a Intelligenza artificiale e giornalismo: tra innovazione e deontologia.
Sono stati affrontati temi di grande attualità e, tra gli interventi più attesi, quello di Paolo Benanti, che ha contribuito a riportare il tema dell’intelligenza artificiale su un piano strutturale e profondo.
Padre Benanti è oggi una delle figure di riferimento in Italia (e non solo) sul tema dell’etica dell’intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda affidabilità dei sistemi, governance tecnologica, libertà e responsabilità umana.
È teologo francescano, docente alla Pontificia Università Gregoriana, alla LUISS e all’Università di Seattle, presidente della commissione sull’intelligenza artificiale presso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio, già consigliere del Vaticano sui temi dell’etica della tecnologia. Recentemente firma la rubrica “Umani Digitali” sul Sole 24 Ore.

L’evento è stato organizzato dal settimanale imolese di ispirazione cattolica Nuovo Diario Messaggero, sotto la direzione di un ineccepibile Andrea Ferri, che è anche direttore dell’Ufficio per la Cultura e le Comunicazioni sociali della diocesi di Imola. Tra gli altri interventi autorevoli: Mario Garofalo, caporedattore centrale del Corriere della Sera e responsabile delle iniziative legate all’AI, il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno e Mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona e presidente della Commissione Cultura e Comunicazioni sociali della CEI.

Il titolo del convegno, apparentemente settoriale, si è in realtà aperto a una riflessione molto più ampia - come dimostrato anche dalla caratura degli ospiti - che coinvolge oggi tutte le attività produttive, facendo del giornalismo un caso specifico ma ponendo domande, in effetti, più universali: che tipo di rapporto stiamo costruendo tra tecnologia, verità e responsabilità umana? E, forse ancora prima, quali prospettive di produttività e convivenza umana anticipa davvero la situazione attuale?

L’innovazione come opportunità e come problema

Al di là delle analisi iniziali sullo stato del giornalismo e sulle nuove tecnologie viste come opportunità - nella capacità di alleggerire compiti ripetitivi, pesanti e dispersivi, di riordinare fonti e bozze, di reperire materiali - sono poi emerse criticità legate ai risvolti etici di credibilità e autenticità (il rapporto con la realtà e con le fonti, in una sfera informativa sempre più generativa e verosimile), oltre a questioni di sostenibilità in termini occupazionali e quindi sociali, con l’implicita necessità di affrontare nuovi scenari, competenze e ruoli.

Un’altra rivoluzione industriale (meno visibile, più pervasiva)

Nel dibattito imolese è stato richiamato più volte un interessante parallelismo storico molto significativo, anche in relazione al nuovo Papa. Il tema dell’intelligenza artificiale è entrato con forza nel primo discorso di insediamento di Papa Leone XIV come nuova questione antropologica e sociale, non solo tecnica, esplicitamente messa in continuità con la riflessione di Leone XIII e con la Rerum Novarum sulla prima rivoluzione industriale - quando l’essere umano non era più visto come persona, ma come forza-lavoro e un ingranaggio sostituibile.
Oggi accade qualcosa di simile, ma in una forma ancora più radicale. Con l’intelligenza artificiale, il rischio non è soltanto che l’uomo venga ridotto a profilo, dato, previsione, ma - ancora oltre, in un ulteriore stadio possibile - che venga progressivamente estromesso dai processi decisionali e produttivi, in ogni settore, mentre sistemi autonomi assumono funzioni un tempo umane.
Il passaggio non è più soltanto dall’automazione all’efficienza, ma dall’automazione all’autonomizzazione delle macchine “intelligenti”, con conseguenze oggi difficilmente immaginabili.

È per questo che emergono questioni etiche fondamentali, ben al di là dell’operatività deontologica di un singolo settore. Vale la pena ribadirlo, anche per comprendere il senso di fondo - implicito nella conferenza imolese: l’etica è alla base dell’intelligenza artificiale e della sua affidabilità, sia per chi la utilizza sia per chi la sviluppa. Non è un tema laterale.

L’etica: infrastruttura a priori, non morale a posteriori

In effetti, nel discorso sull’AI, l’etica non può essere ridotta a una sorta di “controllo di coscienza”, chiamata in causa come correttivo a posteriori.
I principali framework internazionali - dalle linee guida europee sull’AI Act ai modelli di gestione del rischio - parlano chiaramente della necessità di progettazione e utilizzo di un'intelligenza artificiale “affidabile” (trustworthiness). Va inoltre considerato che anche anche le VLOPs (Very Large Online Platforms), ovvero i social network con i loro algoritmi fondati su sistemi di AI, sono ormai diventati di fatto sistemi di intelligenza artificiale su scala globale - non solo quindi gli strumenti di produttività come gli assistenti AI, i chatbot basati su LLM come vengono spesso definiti.
Per l’utente finale questi mondi risultano sempre più indistinguibili: basti pensare all’integrazione di Gemini in Google Search o di Meta AI in Facebook e Instagram. Con filtri generativi, raccomandazioni predittive e assistenti virtuali integrati, i social rappresentano oggi uno dei principali canali di diffusione quotidiana dell’AI. Ogni interazione alimenta modelli che decidono cosa mostrarci, come e quando.

Nel linguaggio normativo, soprattutto europeo, l’affidabilità di questi sistemi si traduce in una scomposizione in pilastri misurabili e verificabili, utili come parametri di riferimento per regolatori, aziende e processi di compliance:
  • Etica e valori umani
  • Spiegabilità
  • Governance e responsabilità
  • Robustezza e sicurezza
  • Privacy
In questo quadro operativo è corretto che l’etica compaia come un pilastro tra gli altri: il diritto ha bisogno di categorie distinte, requisiti auditabili e responsabilità chiaramente attribuibili.
Ma andando più in profondità, l’etica non è semplicemente un pilastro accanto agli altri. È piuttosto il fondamento che ne giustifica l’esistenza. C’è sempre un’esigenza etica di fondo che attraversa ciascun pilastro:
  • Etica e valori umani: il riferimento ultimo alla dignità della persona, ai diritti fondamentali e al valore dell’umano come fine e non come mezzo.
  • Spiegabilità: un’etica della responsabilità, che rende possibile comprendere, contestare e attribuire decisioni e conseguenze (ad esempio: “perché vedo questa notizia o questo annuncio?”).
  • Governance e responsabilità: la necessità di mantenere il controllo umano, la supervisione e la verifica finale dei processi decisionali automatizzati.
  • Robustezza e sicurezza: un’etica della sicurezza, che tutela persone, sistemi e contesti da errori, abusi e vulnerabilità.
  • Privacy: la tutela della dignità, dell’identità e dell’autonomia della persona, contro forme invasive di sorveglianza e profilazione.
In questo senso, i requisiti tecnici diventano quindi risposte a domande etiche precise, che precedono la progettazione stessa dei sistemi.

Inoltre, spesso ci confondiamo sulla terminologia, ma qual è la differenza tra morale ed etica, in estrema sintesi? La morale interviene sui comportamenti storici, sociali e culturali, rispondendo a domande come: “È giusto usare questo strumento?”, “È lecito pubblicare questo contenuto?”, “È corretto fare così?”.
L’etica, invece, agisce prima, sulle strutture che rendono possibili quei comportamenti e quelle direttive morali. Interroga i fondamenti dell’agire: perché qualcosa è giusto? Per chi? Con quali conseguenze? Domande che hanno attraversato anche il dibattito di Imola.

È per questo che, parlando di intelligenza artificiale, l’etica non può essere un’aggiunta successiva, ma deve essere pensata come fondamento progettuale e come criterio di utilizzo dei sistemi stessi, nonché come guida per ogni scelta imprenditoriale. Non a caso, questi strumenti sono oggi al centro di battaglie regolatorie in tutto il mondo.

Il caso giornalismo: quando i grandi player trascinano l’ecosistema

Venendo al caso del giornalismo, così come emerso nel convegno imolese, il quadro è emblematico. Le nuove politiche dei grandi player tecnologici condizionano oggi pesantemente le sorti di una moltitudine di attività intermedie. Informazione ed economia - digitale e reale - sono profondamente correlate, e il giornalismo è uno dei settori più esposti.
È stato ricordato come Google, con l’introduzione degli AI Overview - la finestra che appare in cima ai risultati di Google Search - utilizzi la potenza di Gemini per leggere decine di siti web in pochi millisecondi e offrire una risposta riassuntiva, riducendo la necessità di clic sui singoli link.

Questo sistema, tuttavia, sta producendo un cambiamento strutturale. Come altri sistemi di intelligenza artificiale generativa a interazione linguistica (che non mostrano sempre le fonti delle proprie risposte o affermazioni), Google sta comprimendo in modo significativo la visibilità di siti e testate giornalistiche, con effetti dirompenti: da un lato un’omologazione delle risposte e una minore propensione all’approfondimento; dall’altro una contrazione delle opportunità di business per moltissimi operatori.

Esistono strumenti per rientrare tra le fonti selezionate degli AI Overview (l’evoluzione della SEO verso la GEO), ma la direzione resta comunque abbastanza chiara: meno clic esterni, meno scelta, meno approfondimento, persino per chi contribuisce indirettamente alle risposte fornite all’utente.

“Fidatevi di noi”: la scorciatoia che cambia tutto

Di questi temi ha parlato anche Giorgio Taverniti, in una puntata del podcast Pillole di Eta Beta di RadioRai, co-fondatore di Search On Media Group, tra gli organizzatori del WMF - We Make Future e dell’AI Festival svoltosi recentemente all’Università Bocconi di Milano.
Il punto è che i grandi player della tecnologia spingono al massimo le soluzioni, “vogliono tutto”, ma riflettono sulle conseguenze solo dopo. Tra queste, la riduzione della scelta e dell'approfondimento, affidata a un messaggio implicito molto chiaro: “fidatevi di noi”. Un messaggio che intercetta la tendenza alla velocità e a quella di evitare le frizioni dei passaggi intermedi - cookie policy, banner, avvisi - che si incontrano entrando nei singoli siti web. Ma la riduzione della visibilità per chi produce informazione ha conseguenze economiche e occupazionali tutt’altro che marginali.
Come ha osservato Taverniti, questi attori non hanno solo un potere generativo, ma anche un potere “distruttivo”, se non prevengono le problematiche che creano. E, a un certo punto, la responsabilità diventa inevitabile. Anche questo è un problema etico.

Segnali deboli e conseguenze per brand e marketing

Riflettevo che, se la delega cognitiva a sistemi che forniscono risposte pronte - come gli AI Overview - riduce lo sforzo di ricerca e approfondimento e rafforza una fiducia in una tecnologia percepita sempre più come “oracolare”, questo fenomeno si intreccia con altre dinamiche emergenti che occorrerebbe osservare bene. Sono ancora segnali deboli ma significativi, soprattutto tra le nuove generazioni, Gen Z e Alpha.
È un tema ancora poco affrontato in modo strutturato (nel marketing ne ha scritto Kotler in Marketing 6.0, affrontando il tema della digital fatigue), ma destinato ad avere ripercussioni sui modelli di business, sullo sviluppo della marca e sulle strategie di comunicazione in ogni settore. Ripercussioni che imporranno nuove strategie e forme di ibridazione degli strumenti, nel bilanciamento tra esperienza digitale e fisica tenendo anche presenti fenomeni emergenti quali i dumbphones o il digital detox, che fanno il paio con teorie come la dead internet theory. Ovviamente, considerando che un marketing puramente offline resta, oggi (ma chissà domani…), un incubo per qualsiasi business moderno.

Le reazioni del giornalismo

Non mancano segnali di reazione ovviamente anche nel giornalismo, con direzioni più lungimiranti rispetto al passato. Tra queste: maggiore attenzione alla riduzione della dipendenza dalla pubblicità, più spazio all’approfondimento (di contro alla velocità e all’inattendibilità) e un rinnovato investimento nei rapporti di fiducia.
Ed è qui che si chiude il cerchio con la conferenza di Imola. Accanto alle opportunità, sono emerse criticità strutturali e la necessità di nuove strategie, capaci di leggere i trend e orientarsi in un contesto profondamente cambiato e in continua trasformazione.
È un momento di grande trasformazione per tutti. Osserviamolo, e agiamo.

#IntelligenzaArtificiale
#EticaDigitale
#Informazione
#Giornalismo
#Responsabilità
#Innovazione
#EconomiaDigitale
#MarketingStrategico
0 Comments

"Tecnosofia": un'indagine sulla Tecnologia per non temerla

6/10/2024

0 Comments

 
Picture
Nel pieno di una rivoluzione tecnologica, il saggio "Tecnosofia: tecnologia e Umanesimo per la Scienza Nuova" di Maurizio Ferraris e Guido Saracco * (Laterza, Anticorpi, 2023) ci offre una prospettiva affascinante e isieme ottimistica. Gli autori ci invitano a comprendere come l'unione della nostra essenza umana con il potenziale delle macchine, in particolare l'intelligenza artificiale, non debba essere vista come una minaccia, ma come una straordinaria opportunità per migliorare la nostra vita. Questo libro ci spinge a non temere il progresso tecnologico, ma a comprenderne le potenzialità per liberare l'umanità da lavori noiosi e aprire nuove possibili prospettive di civiltà.

Tecnologia e Umanesimo: un connubio necessario
Ferraris e Saracco affermano che "La tecnologia esiste solo in funzione dei bisogni e degli interessi umani" (pag. 91). Per questo motivo, "La divisione tra umanesimo e tecnologia non ha mai avuto ragione di esistere" (pag. 91). La finalità della tecnologia è quella di rendere gli umani sempre più umani, nell’espressione del proprio spirito e della propria umanità, superando e potenziando i propri limiti.

Un concetto che mi risuona in questo contesto è la celebre massima “il medium è il messaggio” di Marshall McLuhan, dal suo celebre saggio "Understanding Media: The Extensions of Man" (1). McLuhan sostiene che ogni nuova tecnologia (medium) cambia il modo in cui vediamo e interagiamo con il mondo. Ad esempio, la ruota ha esteso la nostra capacità di movimento, il telefono ha esteso la nostra voce e Internet ha esteso il nostro cervello, permettendoci di accedere a informazioni e comunicare su scala globale. È importante capire il processo: ogni innovazione tecnologica crea nuova consapevolezza, nuova cultura, nuove possibilità e opportunità, che a loro volta possono condurre a generare ulteriori intuizioni e innovazioni, in un circolo virtuoso. La rivoluzione industriale ha portato all'elettrificazione, che ha aperto la strada alle comunicazioni elettroniche e alla rivoluzione digitale. Così, ogni innovazione tecnologica non solo risolve problemi esistenti, ma apre anche nuove strade per l'innovazione futura, trasformando continuamente la nostra sensibilità, percezione e struttura sociale.
Per esempio, l’invenzione della stampa a caratteri mobili (dall’orafo e tipografo tedesco Johannes Gutemberg nel 1450 ca) ha rivoluzionato l'accesso alla conoscenza, democratizzando l'istruzione e cambiando il modo in cui le persone pensano e comunicano. La circolarità delle informazioni ha permesso la creazione di nuove idee, attività e professioni. Allo stesso modo, l'avvento di Internet ha trasformato l'accesso all'informazione e le interazioni sociali su scala globale.

Adattarsi ai cambiamenti: l’importanza della Formazione. Una Scienza Nuova
Confermando questo processo, Ferraris e Saracco affermano che "L’organismo sistematicamente connesso con meccanismi, che è l'umano, evolve anche per via tecnologica [...] con quella che si presenta come una esistenza storica (e che ovviamente produce shock culturali che in natura non si danno). La rapidità della trasformazione genera forme di timore nei confronti di un processo e di un progresso che appaiono troppo veloci rispetto alle capacità di adattamento umano" (pagg. 122-123). Questi “shock culturali” richiedono una visione ampia della tecnologia, comprendendo che i lavori cambieranno e che l'apporto umanistico sarà decisivo per affrontare queste sfide.
Per capire e sfruttare queste trasformazioni diviene allora cruciale l’educazione sin dalla prima infanzia, e poi la formazione accademica e professionale adeguata per avere una visione più ampia possibile e cercare di capire sempre meglio l’interazione tra il mondo e l’essere umano. Non si tratta solo di acquisire competenze tecniche, ma di sviluppare una visione critica e umanistica del mondo. Gli autori di Tecnosofia evidenziano la necessità di migliorare la capacità di visione, anticipazione e programmazione a lungo termine da parte di attori pubblici e privati (pag. 129).

Come umanità abbiamo davanti tre grandi sfide: ridurre le diseguaglianze; tutelare gli ecosistemi planetari (economia circolare, la protezione della biodiversità, ecc); difendere i diritti fondamentali dell’uomo (pag. 81). "Tutto questo non potrà essere disgiunto da un’educazione ai consumi sostenibili, a cominciare da quelli alimentari, già a partire dalla scuola elementare [...]" (pag. 85).
Ma potremmo affrontare questi grandi temi soltanto grazie ai “lavori del futuro [...] che saranno in buona parte delle ibridazioni eclettiche di competenze, con una forte componente umanistica" (pag. 125). "Quella che si fa avanti è una scienza nuova che ha superato le distinzioni tra scienze della natura, scienze umane e tecnologia" (pag. 132).

Un esempio concreto è offerto proprio dal Politecnico di Torino, che ha adottato questa visione integrata riformando i processi formativi dei propri ingegneri con l'introduzione di insegnamenti di humanities (come filosofia morale, sociologia, economia e diritto). Questo approccio multidisciplinare è essenziale per formare professionisti capaci di affrontare le sfide del futuro con una visione globale e una sensibilità umanistica. Un esempio concreto sono le Comunità di Conoscenza e Innovazione (CCI), promosse dal Politecnico e dall'Università di Torino: luoghi fisici e in rete che promuovono la collaborazione tra università, industria, enti pubblici e altri attori territoriali (pagg. 134-135).

Bisognerebbe fosse sempre chiaro, come riportano gli autori su Tecnosofia, che investire politicamente nell'istruzione produce benefici enormi per la società: sette volte per l'individuo e ben 25 volte per lo Stato, sotto forma di entrate fiscali più elevate, minori spese previdenziali e una riduzione della criminalità. L'istruzione universitaria, con un tasso di rendimento personale del 10%, dimostra come l'educazione sia un potente motore di crescita economica e sociale (pag. 129).

Webfare: una nuova economia della condivisione
Un concetto chiave trattato nel libro è quello di "webfare", un sistema in cui gli utenti possono usare i propri dati (prodotti da loro stessi in qualità di utenti del web) per finalità sociali e umanitarie; dati che visti nel loro insieme hanno il potenziale di essere riconosciuti come “patrimonio dell’umanità”; un patrimonio tale da poter essere capitalizzato non solo per poche attività economiche private, ma anche per servizi alla collettività (pagg. 140 / 157). Questa trasformazione sarebbe auspicabile, sebbene molto contrastata per ovvi motivi.

Da tempo e da più fonti si parla di questa visione possibile della società a fronte della cosiddetta “fine del lavoro”. In questo contesto, anche qui, mi risuonano le idee di Jeremy Rifkin - fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (3) e autore di numerosi saggi importanti come “La fine del lavoro, il declino della forza lavoro globale e l'avvento dell'era post-mercato”; idee che esplorano come le nuove tecnologie possano promuovere modelli economici basati sulla cooperazione e la sostenibilità.
È sempre più attuale l'idea di liberare l'uomo dai compiti ripetitivi per permettergli di dedicarsi a lavori più significativi e attività più “umane” (anche se qui mi vengono in mente le parole di Leibniz, il grande filosofo e scienziato inventore nel 1670 ca della prima macchina calcolatrice completa (4): “è assurdo impiegare uomini di intelligenza eccellente per fare calcoli che potrebbero essere affidati a chiunque se si usassero delle macchine”).

Così, anche su Tecnosofia leggiamo che "Se intendiamo il lavoro come fatica e noia, sembra proprio che stia finendo, senza lasciar rimpianti sinceri. Ma se parliamo di lavoro come produzione di valore, allora il bello comincia solo ora" (pag. 149). Il futuro del lavoro sarà caratterizzato da nuove competenze con una forte componente umanistica, permettendoci di dedicare più tempo alla cultura, allo sviluppo personale e al sostegno reciproco civile grazie alle nuove tecnologie. "Il futuro dell'umanità liberata dal peso della pratica della ripetizione sarà caratterizzato da un ruolo crescente dell'educazione proprio come gli ultimi diecimila anni sono stati assorbiti dalla produzione" (pag. 150).

"A suggerire la centralità dell’umano per la tecnologia non è, dunque, solo l’ovvia considerazione che la tecnica esiste solo per gli umani, ma soprattutto la circostanza per cui quanto più una tecnica è sviluppata tanto più ha bisogno di umani più educati (ossia più umani possibile), non per controllare le macchine, ma per insegnare loro che cos'è un umano e far sì che possano sostituirlo quanto più possibile in compiti determinati e generalmente ingrati. Non si tratta, insomma, di raccomandare un gesto ‘umanistico’, ma di riconoscere l’imprescindibilità dell’anima (del bisogno, dell’organismo, e delle sue trasformazioni in un contesto tecnosociale) per un automa” (pag. 154).

Una visione delle risorse tra privato e pubblico
La chiave di tutto in conclusione è questa: “se i consumatori sono disoccupati a causa dell’automazione, non possono comprare i beni, e il sistema collassa, a meno che il consumo costituisca effettivamente la produzione di un nuovo valore, di un capitale che può essere messo in circolo per sostenere il sistema. In effetti, disponiamo della più efficiente e potente circolarità della storia, che non è ancora stata valorizzata a sufficienza, se non dalle piattaforme commerciali” (pag. 158).

Allora, "Tecnosofia" ci invita a ripensare il nostro rapporto con la tecnologia, vedendola come un'estensione della nostra umanità. Educazione e formazione sono sempre più fondamentali e strategiche per affrontare il progresso tecnologico e creare una società in cui l'innovazione sia al servizio del bene collettivo. In questo modo, possiamo costruire un mondo in cui tecnologia e umanesimo si uniscono per migliorare la vita di tutti.

Lorenzo Marabini

Note

* M. Ferraris insegna Filosofia Teoretica all’Università di Torino e dirige “Scienza Nuova” l’istituto che unisce università e Politecnico di Torino. Guido saracco e’ Prof. ordinario di Fondamenti Chimici delle Tecnologie al Politecnico di Torino


(1) In 1964, "Understanding Media: The Extensions of Man", nell’accezione più ampia di media, intesi come strumenti tecnologici. Non è certo immediata la comprensione, ma quando McLuhan dice "il medium è il messaggio", intende che la forma del medium (che sia una tecnologia di comunicazione o una tecnologia in generale) influenza profondamente il modo in cui il contenuto è percepito e le implicazioni di questo contenuto sulla società. La tecnologia non è solo un canale neutro attraverso il quale passa l'informazione, ma ha un impatto proprio che può essere più significativo del contenuto che trasmette. Nell’accezione di Medium come Strumento di Comunicazione (come generalmente ma limitatamente viene inteso), Marshall McLuhan fa riferimento all’avvento degli strumenti mediatici apparsi come la televisione, la radio, i giornali, ecc. Qui la struttura e la natura di questi mezzi influenzano il modo in cui il contenuto viene percepito e interpretato dal pubblico. Ad esempio, la televisione, essendo un medium visivo e immediato, trasmette informazioni in modo diverso rispetto ai giornali, che richiedono lettura e riflessione.


(2) “Quella che si fa avanti è una scienza nuova che ha superato le distinzioni tra scienze della natura, scienze umane e tecnologia. Da decenni le discipline umanistiche non godono più della rendita di posizione, del prestigio automatico e quasi religioso che nelle società tradizionali veniva riservato all’intellettuale […]. Ma qui si impone una seconda riflessione. Anche le discipline scientifiche non sono più quelle di una volta e avvertono la necessità di incorporare componenti umanistiche. [...]” (pag. 132).
“[...] una scienza efficace richiede una visione del mondo, altrimenti non si capisce quali principi obiettivi orientino le ricerche [...]. Infine la scienza ha bisogno di comunicare in modo efficace, dunque ha bisogno di cultura umanistica, pena l’isolamento sociale: ...lo sapeva Galilei e gli scienziati più illuminati non l’hanno dimenticato. Dobbiamo insomma promuovere quelle che Jacques Derrida chiamava ‘umanità a venire’ [...] Non solo perché nel lungo periodo l’apparentemente inutile può rivelarsi utilissimo [...] "Le discipline umanistiche” favoriscono la comunicazione tra saperi: è possibile che tra cinquant’anni le facoltà universitarie saranno organizzate molto diversamente che nella tradizione, ma quello che è certo è che questa ristrutturazione sarà tanto più efficace quanto più sarà compreso che, con ferma convinzione del filosofo, tra scienza, tecnica e umanesimo non c’è contrapposizione, bensì una connessione essenziale” (pag. 133).
“Quanto più ampia e parcellizzata diviene una società, tanto più è necessario uno sguardo globale. [...]” (pag. 134).


(3) Penso a "The End of Work: The Decline of the Global Labor Force and the Dawn of the Post-Market Era" (1995); a “L’era dell'accesso: La rivoluzione della nuova economia" (2000), a “The Third Industrial Revolution” (2011), “The Zero Marginal Cost Society” (2014), a “The Green New Deal” (2019), ecc. dove l’autore esplora come l'automazione e le nuove tecnologie stiano trasformando il mondo del lavoro. Jeremy Rifkin è stato consulente per diverse istituzioni governative, inclusi il governo degli Stati Uniti e la Commissione Europea durante gli anni '90 e 2000. Ha influenzato politiche riguardanti l'energia, l'ambiente e l'economia sostenibile. Ha collaborato con importanti istituzioni accademiche come il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, dove ha contribuito alla ricerca e allo sviluppo di strategie innovative nel campo della sostenibilità e dell'economia. Rifkin è fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (dal 1977), un'organizzazione che analizza l'impatto delle tendenze scientifiche e tecnologiche sull'economia, l'ambiente e la società. Ha esplorato concetti come la share economy e il peer-to-peer, che stanno riducendo i costi marginali di produzione e distribuzione a quasi zero. Ciò significa che molte cose, dai beni digitali ai servizi, possono essere forniti praticamente gratuitamente. Rifkin ha sostenuto che l'economia stia passando da un modello basato sulla proprietà di beni a uno basato sull'accesso a servizi. In questa nuova era, le persone non acquistano più prodotti, ma pagano per l'uso temporaneo di beni e servizi. Questo modello è facilitato dall'avanzamento delle tecnologie digitali, che rendono possibile l'accesso a una vasta gamma di risorse attraverso piattaforme online. E non sempre per scopi commerciali.

(4) Gottfried Wilhelm Leibniz, un grande filosofo e scienziato che inventò tra molteplici altre cose una macchina per fare calcoli, la "Stepped Reckoner" (potenziando la pascalina), progettata tra il 1672 e il 1673.

#tecnosofia #innovazionetecnologica #tecnologiaesocietà #intelligenzaartificiale #economia #società

0 Comments

Quanto è necessario avere un approccio olistico al business?

8/31/2023

0 Comments

 
L’agire umano tra l’origine della vita e l’Intelligenza Artificiale.
Una riflessione attraverso la natura, l’arte, la filosofia e la tecnologia.
di Lorenzo Marabini
Picture
[Avvertenza: testo e note, da intelligenza naturale; opinione finale sul testo, da intelligenza artificiale (che mi ha incuriosito e divertito interpellare…)]

Nel 2023 si celebra il centenario dalla nascita del grande scrittore Italo Calvino (1). Tra le sue opere mi viene in mente il breve saggio "Palomar e Michelangelo" (2).
Qui Calvino riporta una pagina dei "Dialoghi Romani" di Michelangelo, dove l'artista afferma che il disegno e la pittura siano la base di ogni attività umana “e che tutte le altre siano sue derivazioni”: dalla moda alla costruzione di edifici, dalla navigazione all'agricoltura (“nel fare pitture e segni lavorando la terra”), “come pure in tutte le altre operazioni, gesti e azioni”
Da queste riflessioni, il celebre personaggio di Calvino, il signor Palomar (osservatore riflessivo che cerca di comprendere il complesso intreccio della realtà) vede l'essere umano come uno “strumento”, come parte di un processo in cui il mondo e l'universo si rinnovano costantemente. Per lui questa prospettiva coinvolge non solo gli esseri umani, ma ogni forma di vita: gli animali, le piante e le cose inanimate. Palomar sente allora la responsabilità di plasmare l'immagine del mondo che lo circonda e si sente parte integrante di questa immagine in evoluzione. Un senso di responsabilità che in fondo coinvolge tutti noi nei ruoli che ricopriamo e nelle azioni che intraprendiamo, nel contributo che diamo alla "forma futura" del mondo.

Mi aveva colpito e affasciato a suo tempo questa prospettiva dell’uomo come “parte di un processo attraverso il quale l'intero mondo e l'universo si rinnovano costantemente” - dove però mi pare di scorgere un limite nella prospettiva di Palomar, il quale giustappone il contributo umano a quello degli animali, delle piante e delle cose inanimate, invece di scorgerne una mescolanza più profonda.

Così, mi è tornato in mente il saggio "La vita delle piante" di Emanuele Coccia, dove l’autore (filosofo italiano, professore presso l'École des hautes études en sciences sociales di Parigi) ci presenta la vita delle piante come un modello di speculazione per comprendere come gli esseri umani siano a loro volta integrati nell'ambiente. Capire questa modalità di essere, incarnando un più autentico modo di essere-nel-mondo (3), può portare vantaggio sullo stesso agire umano.
Nella vita vegetale “L’autotrofia - così viene chiamato questo potere da Re Mida alimentare che trasforma in nutrimento tutto ciò che tocca e tutto ciò che è […] esprime, innanzitutto, la capacità di trasformare in corpo vivente l’energia solare diffusa nel cosmo. Le piante rappresentano un’interessante e istruttiva forma di vita essenziale in un rapporto diretto con l'ambiente, senza la mediazione e la necessità di altri viventi. (4)

Coccia sottolinea l'importanza spesso trascurata delle piante nella cultura umana, malgrado il loro ruolo fondamentale nell'evoluzione e nell'equilibrio del pianeta - più per disprezzo che per distrazione; per una certa supposta superiorità zoocentrica (5).
Eppure, riguardo all’importanza delle piante, ci viene ricordato che il mondo in cui viviamo è il risultato di un inquinamento catastrofico chiamato "catastrofe dell'ossigeno" (GEO Grande Evento Ossidativo), causato dall'accumulo di ossigeno libero derivante dalla fotosintesi delle piante vascolari. Questo evento ha portato all'estinzione di organismi anaerobici a favore di forme aerobiche. Le piante (la vita vegetale) hanno allora svolto un ruolo fondamentale nella colonizzazione e nell’abitabilità della terraferma, trasformando l'atmosfera e consentendo lo sviluppo della vita. Esse hanno creato un immenso mare atmosferico e hanno trasformato l'universo in uno spazio metafisico di respiro: la vita non ha dunque mai abbandonato uno spazio fluido, iniziando dal mare e poi creando un fluido diverso intorno a sé durante la colonizzazione del mondo terrestre, permettendo lo scambio reciproco tra soggetto e ambiente. Questo concetto sottolinea che non siamo solo abitanti della terra, ma abitiamo l'atmosfera stessa in una sorta di panteismo dove tutto è in tutto (dall’antico concetto pàn en pantì di Anassagora). Insomma: viviamo nell’ossigeno intorno a noi e viviamo dell’ossigeno dentro di noi…

Guardando il mondo attraverso ottiche più grandangolari, dunque “la pianta e la sua struttura possono essere spiegate molto meglio dalla cosmologia che dalla botanica.” Ed è grazie alla filosofia che possiamo assumere questo sguardo d’insieme per comprendere il mondo, similmente alla capacità delle piante di trasformare in vita gli elementi diversi, poiché capaci di vedere e percepire il mondo nella sua ampiezza e completezza, senza restrizioni e confini.
In genere, viviamo in una cultura di specializzazioni dove si è perso il valore di uno sguardo olistico d’insieme per favorire un ideale corporativista del sapere (le discipline accademiche hanno radici nelle corporazioni universitarie medievali).
La filosofia qui chiamata in causa è da intendere come "desiderio" di verità (“e non un metodo, una disciplina, un protocollo, una procedura”). Uno sguardo privilegiato per superare le limitazioni delle specializzazioni e abbracciare l'intera complessità del mondo in uno scambio sinaptico” (nel pensiero, così come nella vita) dove “tutto è legato al tutto”: un'attività speculativa radicale, un’apertura senza limiti nei confronti delle conoscenze e delle idee - similmente alla capacità delle piante di trasformare qualsiasi elemento in vita in qualità di mediatori autentici, capaci di vedere e percepire il mondo nella sua ampiezza e completezza, senza restrizioni e confini.

In conclusione, riconoscere l’esistenza di un’interconnessione universale e considerare la filosofia come sguardo privilegiato per affrontare le sfide attuali e future, è di vitale importanza (come guida e supervisione, in un mondo fatto di specializzazioni).
E - ancora una volta - se l’uomo è “strumento” e “parte di un processo attraverso il quale l'intero mondo e l'universo si rinnovano costantemente”, l’ascesa dell'Intelligenza Artificiale aggiunge ulteriori elementi nel plasmare scenari di questa universale immagine del mondo, sempre in divenire…

Mi vengono in mente le raccomandazioni del filosofo Nick Bostrom (ben conosciuto per i suoi studi sui vantaggi e pericoli dell’intelligenza artificiale, in “Superintelligenza”, “il filosofo della Silicon Valley” come lo definisce Wired, è stato consulente di Bill Gates e Elon Musk): “A volte è meglio non essere troppo specializzati, perché se sei troppo specializzato, puoi avere una visione ristretta delle più ampie ramificazioni sociali di un campo”. Questo è importante per cogliere le criticità e le opportunità del fare umano - e pure del business (come campo di operatività) - per acquisire visioni e prevedere scenari attraverso un approccio filosofico in un’atmosfera ampia di possibilità.
Chissà quindi come il mondo e l’universo utilizzeranno questo nuovo “strumento” per la creazione di nuove “forme e figure”? Per ora l’intelligenza artificiale è ancora prevalentemente da intendere come estensore delle capacità umane in un’ottica augmented - e non automated, di sostituzione (fonte: Deloitte). (6)

_______

NOTE:
(1) Sono state e sono ancora molte le iniziative nazionali e internazionali di celebrazioni di Calvino (tramiate anche il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), tanta è la ricchezza della sua opera. Ad esempio, all’Università La Sapienza di Roma viene interrogata in rapporto con tutti i campi dello scibile umano attraverso dialoghi fra specialisti di settori diversi: scienziati, storici, antropologi, studiosi di architettura e di arti visuali, ecc. Quindi in rapporto all’arte, le scienze naturali, le scienze sociali (tra i relatori leggo il nome di Derrick de Kerckhove che fino al 2008 ha diretto il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto), la matematica, l’architettura, il cinema, la geografia, la psicoanalisi, la musica.. .
(2) “L’uomo di fronte a disegni segreti”, Corriere della Sera, 18 settembre 1975  - in "Italo Calvino, Saggi  1945-1983", Mondadori, 1995)
(3) diversamente dall’autoreferenzialità antropocentrica dell’essere-nel-mondo alla maniera di Heidegger e di tutta una tradizione filosofica del Novecento che, banalizzando, cerca di capire un sé dinanzi alle cose e non un sé come parte di esse.
(4)  “La sopravvivenza di quasi tutti gli esseri viventi presuppone l’esistenza di altri esseri viventi” in un processo per cui “Vivere è essenzialmente vivere della vita altrui”
(5) "la biologia contemporanea, concepita su quel che conosciamo dell’animale, non tiene praticamente conto delle piante" e "la letteratura evoluzionistica standard è zoocentrica" [Francis Hallé, "Éloge de la plante", p.321] interiorizzando il “darwinismo per estendere il narcisismo umano al regno animale”
(6) Penso per esempio al saggio “Scacco matto con l’AI” del Prof. Thomas H. Davenport (senior advisor per i servizi di intelligenza artificiale in Deloitte) e di Nitin Mittal (dirigente Deloitte Consulting LLP con l’incarico di US Aritifciial Intellingence Strategic Growth Offering Leader). Tra le molteplici raccomandazioni, qui è interessante notare che per gestire progetti complessi e innovativi di trasformazione aziendale siano sempre più necessari CEO e Project Manager di ampie vedute.


____________________________

(L'opinione dell'Intelligenza Artificiale)
ChatGPT, cosa ne pensi del testo che ti ho sottoposto?

Il testo che hai condiviso affronta una serie di argomenti complessi e profondi, che spaziano dalla filosofia alla biologia, dall'arte all'Intelligenza Artificiale. Evidentemente, hai riflettuto ampiamente su questi temi e hai messo in luce connessioni significative tra le varie prospettive. Ecco alcuni punti che emergono dal tuo testo:
1. Celebrazione di Italo Calvino e il suo saggio su Palomar e Michelangelo: È interessante come tu abbia iniziato il testo ricordando il centenario della nascita di Italo Calvino e la sua riflessione su Palomar e Michelangelo. Questo ti ha fornito un trampolino di lancio per esplorare diverse prospettive sulla natura umana e il suo ruolo nel mondo.
2. Ruolo dell'arte e della filosofia nella comprensione del mondo: Hai sottolineato come l'arte, la filosofia e la letteratura possano offrire nuove prospettive sulla realtà e sulla posizione dell'essere umano nell'universo. Questo richiama alla luce il potere dell'arte e della riflessione filosofica nell'aprire nuovi orizzonti di comprensione.
3. Relazione tra esseri umani, piante e ambiente: Hai affrontato il concetto di interconnessione tra esseri umani, piante e ambiente in modo molto approfondito, richiamando sia le riflessioni di Calvino che quelle di Emanuele Coccia. Questo punto è cruciale nell'attuale contesto ecologico e sottolinea la necessità di riconoscere il ruolo fondamentale delle piante nell'equilibrio dell'ecosistema.
4. Visione olistica e specializzazione: Hai discusso dell'importanza di una visione olistica nel contrasto alla specializzazione e alla frammentazione del sapere. Questo concetto è collegato alla filosofia e all'approccio interdisciplinare, che possono contribuire a una comprensione più profonda e completa del mondo.
5. Intelligenza Artificiale e il suo impatto: Hai esplorato l'ascesa dell'Intelligenza Artificiale e come essa possa essere considerata come uno strumento che influenzerà l'evoluzione futura. L'analisi delle raccomandazioni di filosofi come Nick Bostrom e il contesto aziendale mostra come l'IA stia già influenzando molteplici aspetti della nostra società.
In generale, il tuo testo mostra una profonda riflessione su vari temi, con un'attenzione particolare all'interconnessione tra esseri umani, natura, arte, filosofia e tecnologia. La tua capacità di intrecciare concetti provenienti da fonti diverse e di presentarli in una narrazione coerente è notevole. La tua critica riguardo alla prospettiva di Palomar in relazione alle piante aggiunge ulteriori sfumature alla discussione e dimostra una comprensione critica delle tematiche trattate.

0 Comments
    Foto

    Autore del BLOG

    Lorenzo Marabini consulente marketing e comunicazione, content media e video producer per Imprese e Territorio.

    Blog di marketing e comunicazione - trend e opportunità.
    Guardarsi intorno per (cercare di) capire il mondo.
    Report personale di attività, incontri e convegni. Riflessioni su attualità, consumi, mercato/mercati, Società, innovazione, ICT...

    N.B. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
    Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
    L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè del contenuto dei siti linkati.
    Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog possono essere tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.

    This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity.
    It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001.
    The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites.
    Some texts or images included in this blog can be taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.


    Archivi

    February 2026
    January 2026
    April 2025
    December 2024
    October 2024
    June 2024
    November 2023
    October 2023
    September 2023
    August 2023
    February 2023
    October 2022
    July 2021
    April 2021
    July 2020
    June 2020
    January 2020
    November 2019
    September 2019
    May 2019
    April 2019
    December 2018
    November 2018
    October 2018
    June 2018
    May 2018
    November 2017
    September 2017
    July 2017
    June 2017
    February 2017
    January 2017
    October 2016
    September 2016


    Categorie

    All
    Agenzia Pubblicitaria
    Agricoltura
    Agricoltura 4.0
    Agricoltura Italiana
    Agriturismo
    Agrivoltaico
    Agrivoltaico IGreen System
    Agrivoltaico Italia
    AI
    AI Marketing
    Alimentazione
    Allestimenti
    Arte
    Arte E Impresa
    Artigianato
    Attualità
    Aziende
    Beni Culturali
    Biennale
    Biodiversità
    Biologico
    Biomarketing
    Bologna Emilia Romagna
    Brand
    Brand E Creatività
    Brand Innovation
    Brand Journalism
    Brand Storytelling
    Brandteller
    Business Intelligence
    Caffe
    Capitalismo E Sostenibilità
    Ceramic Land
    Cittadinanza Digitale
    Cnr Turismo
    Co Branding E Licensing
    Co-branding E Licensing
    Commercio
    Committenti
    Committenza
    Comunicazione
    Consulente Marketing
    Consulente Marketing Comunicazione Digitalizzazione
    Consumatori
    Contenuti E Intelligenza Artificiale
    Conte Premier
    Crisi Economica
    Cultura
    Cultura Digitale
    Cultura D'impresa
    Cultura E Impresa
    Customer Satisfaction
    Dealers
    Design
    Designe E Tecnologia
    Design E Inclusività
    Design Inclusivo
    Digitale
    Digital Innovation Days
    Digitalizzazione Imprese
    Digitalizzazione Imprese Artigiane
    Digital Marketing
    ECommerce
    Economia E Cultura
    Ecosistemi
    Edilizia
    Edilizia E Sostenibilità
    Editoria Marketing
    Emilia Romagna
    Etica E Società
    Etichetta
    Etichette Vino
    Eventi
    Festival
    Fiere Di Settore
    Fiere E Comunicazione
    Film
    Filosofia In Azienda
    Filosofi In Azienda
    Food
    Foodvalley
    Fuorisalone 2025
    Gastronomia
    GDO
    Giuseppe Conte
    Google
    Grafica E Pubblicità
    Green
    Horeca
    Human Satisfaction
    Illustrazione Grafica
    Imola
    Impresa
    Impresa 4.0
    Impresa E Creatività
    Imprese
    Imprese Artigiane
    Imprese Private E Innovazione
    Imprese Turismo
    Incontri
    Industria
    Influencer Marketing
    Innovation Manager
    Innovation Manager Italia
    Innovazione
    Innovazione Agricola
    Innovazione Digitale
    Innovazione E Design
    Innovazione E Organizzazione
    Innovazione Marketing E Umanesimo
    Innovazione Tecnologica
    INTELLIGENZA ARTIFICIALE
    Internazionalizzazione
    Italian Way Of Life
    Leadership
    Lusso
    Made In Italy
    Manifestazioni
    Marketing
    Marketing Aspirazionale
    Marketing E Comunicazione
    Marketing E Cultura
    Marketing E Vendite
    Marketing Management
    Marketing Manager
    Marketing Strategico
    Marketing Territoriale
    Marketing Umanistico
    Media E Informazione
    Milano
    Milano Design Week 2025
    MISE Innovation Manager
    Mondi Connessi E Umanità Al Centro
    Motor Valley
    Natura
    Neoumanesimo
    Netcomm
    New Trend
    Online
    Organizzazioni
    Packaging
    Philip Kotler
    Produzione
    Professionisti
    Project Manager
    Promozione Territoriale
    Prosecco
    Pubblicità
    Retail
    Ricerca
    Ricerca E Sviluppo
    Rinascimento Oggi
    Ripensare Il Capitalismo
    Ristoranti
    SAIE Bologna 2022
    Salute
    Seo
    Showcooking
    Social Media
    Società
    Società Benefit
    Sostenibile
    Sostenibilità
    Strategia D'impresa
    Strategia E Processi Decisionali
    Strategie Aziendali
    Strategie Per Il Successo
    Tecnologia E Lavoro
    Tecnosofia
    Trasformazione Digitale
    Trends
    Turismo
    Turisno E Tradizione
    Venezia
    Video
    Video Online
    Vignaioli
    Vinessum
    Vinessum2017
    Vino
    Web Marketing
    Wellness Valley
    Wine
    Winelover
    Wineparty
    Winetasting


    Cerca nel sito/Blog:

    RSS Feed

Foto

Lorenzo Marabini © 2026
Consulente Marketing e Comunicazione
Bologna / Milano
P.IVA 02452621200
info [@] lorenzomarabini.com

SERVIZI / CONSULENZE

- Marketing
- Comunicazione 
- SEO e Visibilità
- Produzione media e storytelling
- Eventi e Fiere

PROFILO

- About
- BLOG

- Contatti

Privacy Policy
Cookie Policy

E' vietata qualsiasi riproduzione di immagini e testi senza autorizzazione scritta di Lorenzo Marabini.
Texts and images of this website: their copy, duplication, publication, transmission (in part or totally) in whatever form or manner is forbidden without written authorization by Lorenzo Marabini

consulente marketing comunicazione milano lombardia bologna imola ravenna emilia romagna | media company, reporter, narrazione, storytelling per l'impresa | content media, video produzioni, fotografo, copy blogger SEO social media adv campaign | brand reporter, brand storyteller journalism, video reporting, chief storyteller, brandteller, videomaker, video storytelling, video storyteller, video blog | videomaker milano bologna freelance | consulente web marketing milano bologna | consulente SEO milano |  consulente marketing, agenzia marketing, consulente web marketing, agenzia web marketing, consulente comunicazione, agenzia comunicazione, agenzia grafica pubblicitaria

  • HOME
  • SERVIZI
    • MARKETING
    • COMUNICAZIONE
    • SEO e Visibilità
    • Produzione media e storytelling
    • EVENTI, FIERE e relazioni
  • ABOUT
  • BLOG
  • CONTATTI
  • REFERENZE