LORENZO MARABINI MARKETING E COMUNICAZIONE
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marketing e comunicazione
Blog di Lorenzo Marabini

"Non divulgo perché è nella misura in cui so già tutto, tutto ho capito, ma imparo mentre divulgo, conosco mentre cambio, metto in scena così da riuscire a capire..." [Luca Ronconi, da Etica del ribelle di G. Giorello]

Non è la macchina, è la guida. Intelligenza artificiale e marketing

12/13/2024

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Durante i corsi professionali di fotografia capitava sempre di trovare gli entusiasti dell’attrezzatura: la più costosa, la più all’avanguardia, il meglio sul mercato. Ma quando arrivava il momento di vedere il risultato delle prove sul campo, spesso le foto degli entusiasti della macchina risultavano banali, scontate, prive di narrazione. Questo non rivelava certo un limite della tecnologia, ma del grado di cultura visiva e della capacità di dare uno scopo a quello strumento.

Come dicevano i docenti (e implicitamente anche i grandi fotografi col loro lavoro): non basta l’attrezzatura migliore; il risultato dipende dall’occhio, dall’intenzione e dalla cultura di chi usa la macchina. Non è l’obbiettivo a fare la differenza, ma l’obiettivo: ciò che vuoi ottenere e raccontare. Una foto può essere tecnicamente perfetta, ma risultare vuota se non è guidata da un’idea, da una ricerca, da un’intenzione consapevole. E così accade con qualsiasi tecnologia.

Nel mio lavoro spesso riscontro ancora lo stesso equivoco. C’è chi lancia un e-commerce convinto che la piattaforma da sola porterà vendite, oppure chi adotta un sistema di intelligenza artificiale aspettandosi soluzioni perfette, immediate e infallibili... come fosse la panacea di tutti i mali. Ma senza una strategia chiara, anche lo strumento più avanzato privo di guida consapevole rischia di rimanere sterile, incapace di creare valore.

Non è allora solo una questione di "avere lo strumento". Bisogna saperlo usare: conoscerne i risvolti, capire come migliorarlo, come sfruttarlo per potenziare le proprie competenze – ma avendo sempre in mente l'obiettivo, lo scopo. Questo per me è un concetto fondamentale! Serve la capacità di leggere il contesto, interpretare le dinamiche del percorso e guidare la macchina verso un risultato concreto.

Oggi si dice che la sfida reale non è tanto digitalizzare l’umano, ma umanizzare la tecnologia: farne un alleato per amplificare il pensiero critico, la creatività e la strategia per risolvere problemi. La macchina, da sola, non crea valore; il valore nasce dalla guida e dalla verifica che la indirizza verso obiettivi concreti. La macchina dovrebbe servire allora per potenziare noi come esseri umani, non certo per sminuirci o sostituirci. Questo è il vero potenziale della tecnologia. La macchina, paradossalmente, ci serve proprio per essere ancora più umani, non meno umani.

Il mezzo conta, certo, non siamo ingenui. Come nelle corse, una macchina potente offre un vantaggio, ma senza un pilota consapevole la stessa macchina non raggiungerà mai il suo massimo potenziale. Uguale per un corpo atletico: per quanto performante, ha bisogno di una mente strategica per eccellere nello sport. È l’unione tra mezzo e guida – tra potenzialità e visione – a fare la differenza. La tecnologia non fa eccezione: serve sempre qualcuno che sappia sfruttarla con consapevolezza e trasformarla in risultati concreti.

#ai #intelligenzaartificiale #imprese #aziende
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Content “is (still) the King” / “AI is the Queen”-  Spunti dal Digital Innovation Days per il marketing e il branding

10/12/2024

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Il Digital Innovation Days di Milano si è appena concluso, lasciando un segno importante nel panorama del marketing e della comunicazione digitale in Italia. Assistendo a diversi talk, ho rilevato che il connubio tra intelligenza artificiale e creatività umana è stato uno dei temi dominanti, riflettendo un trend in crescente ascesa che sta ridefinendo i paradigmi tradizionali del settore. Ma molta importanza è ancora attribuita all’empatia: alla sensibilità e capacità umana di comprensione delle dinamiche umane.

BRAND: PER LE AZIENDE i CONTENUTI SONO IMPORTANTI TANTO QUANTO IL PRODOTTO STESSO!

Durante l'evento, tra i vari spunti tecnici sugli strumenti utili, come l’AI nel mondo del digital marketing e advertising,è stato veramente interessante il focus su strategia marketing e branding presentate - tra altri - da Francesco Parrilla (Content Strategist and Podcast Editorial Manager di Intesa San Paolo), e Marco Righetti (Head of Brand di Prima Assicurazione. Entrambi hanno condiviso le loro visioni innovative sull'evoluzione del marketing in un contesto tecnologicamente avanzato.

Hnno sottolineato entrambi l'importanza per ogni azienda di considerarsi oggi anche come una content agency per dialogare direttamente con il pubblico. Questo spostamento verso un'identità di content creator è ormai una necessità strategica che mira a costruire relazioni autentiche e durature con i consumatori per garantire una maggiore coerenza e qualità dei contenuti verso il brand.

La centralità della creatività è un tema ricorrente. Stefania Siani (Presidente dell'Art Directors Club Italiano) ha messo in luce come la creazione di contenuti sia oggi addirittura un vero e proprio prodotto aziendale, cruciale tanto quanto i beni prodotti o servizi offerti. Questo si traduce nella crescente importanza di interpretare i bisogni del brand e tradurli in contenuti capaci di connettersi emotivamente con il pubblico.

E’ stato quindi evidenziato il valore del copywriter/creativo e dell’importanza della lateralità delle competenze per cogliere la complessità del pubblico rispetto a un approccio più puramente tecnico, con capacità narrative e creative in grado di cogliere sfumature. E' stata quindi citata la pubblicità di successo di un brand attivo nelle traduzioni professionali: “Solo le persone possono capire le persone".

IL PROCESSO DECISIONALE DEI CONSUMATORI

Molti interventi hanno fatto riferimento al cosiddetto Messy Middle: ovvero al percorso non lineare tra la fase di esplorazione e quella di valutazione che i consumatori attraversano durante tutto il processo decisionale riguardo le prorie scelte. Questo approccio si differenzia dal funnel tradizionale e riconosce che i consumatori sono molto più complicati di quanto si credeva… perchè sono umani, toh! Ma guarda!

IL BRACCIO MECCANICO, I VIDEO , I BIAS, LA MISURAZIONE

Nel Performance Marketing gli strumenti tecnici sono certamente importanti, insieme alla forza della creatività, ma ancora dei bias cognitivi giocano un ruolo tosto nel percorso del funnel che conduce il consumatore all’azione.

Secondo Valerio Celletti (top Google Adv premier partner) e Docente PPC Academy l’utilizzo degli automatismi stanno facendo paradossalmente riportare l’uomo al centro, che deve concentrarsi di più sui contenuti istruendo la macchina algoritmica.
L’A.I. è allora da vedere come un “co-pilota automatico”, un "braccio meccanico” che rende il lavoro dell’advertising meno focalizzato sulla tecnica e più concentrato più sui contenuti. Persino su Google Ads il contenuto è ancora il “re”! Persuadere, emozionare, istruire con creatività diventerà l’elemento differenziante”

Paolo Ratto (founder e Chairman TWOW) nel talk: Rethinking Advertising: in equilibrio tra creatività e performance ai tempi dell’AI , ha sottolineato l’importanza  dei contenuti video, “in tutte le salse”, nella gestione della Messy Middle  per fare la differenza.

KPI - Ma, alla fine... “Non tutto ciò che viene misurato conta, e non tutto ciò che conta viene misurato” (Albert Einstein)

Andrea Poretti, (CEO di CEPAR) ha evidenziato come sia bias cognitivi sia le decisioni di pancia influenzino ancora profondamente le decisioni dei consumatori, sottolineando che oltre la misurabilità e la tecnica (strumenti), per il brand sono importanti i contenuti e la creatività che toccano corde non proprio sempre misurabili.
Un forte brand migliora tutti gli indicatori di performance dal CTR al CPA, aumentando la fedeltà e la fidelizzazione dei clienti. Sullo schermo del talk ha quindi troneggiato la slide: “No brand, no party!” aggiungendo la citazione: “The most important search engine i still the one in our minds”, Jon Bradshawper ricordarci che il più potente e cruciale strumento di ricerca che possediamo è - prima di tutto - nel nostro cervello, non in Google. Ovvero: nel suo processo di ricerca e di decisione il consumatore va comunque sempre a pescare nella sua esperienza personale interiore, combinando interiormente in maniera anche irrazionale quello che sente, che avverte, che percepisce, che risuona intimamente, che ricorda. Qindi possiamo parlare di Brand, quando questo è capace di incidere nell’esperienza di vita (anche professionale) del consumatore; la capacità di rendersi quindi “memorabile” e “presente” al momento giusto, quando serve. 

IL SONDAGGIO (IPSOS)

Il 75% del tasso di ricordo è dato dalla creatività dell'ADV e soltanto il 7% dall’investimento comunicazione in sè. Un risultato che mette in evidenza, insomma, come l'efficacia di una campagna pubblicitaria dipenda più dalla qualità e dall'originalità dei suoi contenuti che non dalla grandezza del suo budget.

IL BUDGET

La discussione ha comunque affrontato tuttavia anche l'importanza di un adeguato budget. Così, la slide successiva del tak è stata: "No budget, no party" sottolineando che senza l'investimento necessario, anche la migliore strategia creativa può anche non ottenere l'impatto desiderato.

IMPRESSIONI FINALI

In conclusione, i Digital Innovation Days hanno offerto una panoramica chiara e profonda sull'evoluzione del marketing digitale e non solo. Mentre l'intelligenza artificiale continua a fornire strumenti potenti e trasformativi, è emerso chiaramente che il vero cuore dell'efficacia nel marketing moderno risiede ancora nell'empatia umana, nella creatività e in una comprensione profonda e sensibile delle dinamiche umane. Queste qualità umane sono irrinunciabili e insostituibili, e rappresentano i veri motori di connessione e engagement in un mondo sempre più guidato dalla tecnologia. Occorrono skills sempre attente e in esplorazione.

Le aziende che riconoscono, valorizzano e investono in questa sinergia vitale tra capacità tecnologica avanzata e intuizione e sensibilità umana saranno quelle che non solo sopravviveranno, ma prospereranno nell'era digitale - manifestando la capacità di creare esperienze di marca autentiche e durature che risuonano veramente con il pubblico di riferimento.

Lorenzo Marabini
Consulente Marketing e Comunicazione
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Flessibilità e Adattamento: Strategie di successo per Project Manager e Leadership

10/7/2023

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Dal "Pensiero debole" a "L'Arte della Guerra".
Recentemente mi sono imbattuto in due illuminanti articoli, dove ho trovato collegamenti che ritengo possano offrire interessanti lezioni in tutti i contesti, sia aziendali che personali.

In uno di questi articoli su Startupitalia, Giampaolo Colletti intervista l'economista Francesca Corrado, autrice del libro "Elogio del fallimento". Questo libro ci ricorda che la vita personale e quella delle imprese sono come intricati labirinti, a volte anche sorprendenti - e che la paura di sbagliare può paralizzare chi vede la vita come una rigida linea retta di scelte razionali. L'errore dovrebbe invece essere visto come un tassello fondamentale nella struttura caotica e rivoluzionaria della vita. D’altronde, si sa che gli errori sono fondamentali per l’apprendimento e lo sviluppo umano. Non sono sempre necessari, quando cresciamo si può anche cercare di prevederli, ma possono essere una componente naturale anche negli affari - come ad esempio, nel citato caso di successo dell’imprenditore Dyson (appunto, un perfetto risultato di esperimenti, tentativi e fallimenti…).

L'altro articolo, di Mauro Ceruti su il Sole24Ore, è invece un tributo al filosofo Gianni Vattimo, scomparso di recente, importante esponente della filosofia ermeneutica e maestro del "pensiero debole" in tutto il mondo. Qui ci viene ricordata l’importanza dell'opera di Vattimo retta dalla speranza della “fine della metafisica”, che si può tradurre come una rinuncia alla “violenza” della rigidità mentale, del dogmatismo e della presunzione di un pensiero “forte” (che in fondo è da sempre all’origine dei mali del mondo, tra guerre, rotture, divisioni sociali, ecc.. Un’opera focalizzata sul contrasto di rigidi integralismi (tipici della metafisica nella storia del pensiero umano) e di semplicismi ideologici che respingono artificialmente la complessità del mondo, la quale invece è ineluttabile nella sua ampia offerta di possibilità sempre diverse.

Nell’associazione delle due fonti riportate qui sopra, mi pare che emerga allora una sintesi chiara: l'importanza di un approccio flessibile alle sfide e alle opportunità della vita e nel lavoro, contro le rigidità mentali e le semplificazioni strumentali. Questo non significa abbandonare la strategia, ma è utile approcciarla in modo aperto (“debole”). E qui, in chiusura, mi torna in mente l’invito fondamentale di Sun Tzu nel suo celebre "L'Arte della Guerra"  (ancora oggi studiato in strategia e tattica militare, ma anche in ambito leadership): dovremmo essere come l’”acqua”! In che senso? Ecco alcune illuminanti caratteristiche dell'acqua secondo Sun Tzu:

  • Adattabilità: L'acqua si adatta a qualsiasi contenitore o terreno. Questa capacità di adattamento è essenziale per chi guida progetti e strategie, poiché devono affrontare circostanze mutevoli.
  • Flusso e flessibilità: L'acqua segue il percorso di minor resistenza, e i leader dovrebbero essere in grado di reagire rapidamente ai cambiamenti delle condizioni, evitando situazioni sfavorevoli e sfruttando al massimo le opportunità.
  • Debolezza e forza: L'acqua può sembrare morbida, ma alla lunga può erodere anche le rocce più dure. La vera potenza può risiedere nell'abilità di sfruttare le debolezze nemiche e utilizzare la sorpresa per ottenere la vittoria.
  • Movimento silenzioso: L'acqua fluisce senza rumore. Nelle manovre strategiche, la segretezza, la sorpresa e il nascondere le intenzioni possono essere strumenti potenti.
  • Verosimiglianza e incertezza: L'acqua può sembrare calma, ma può nascondere forze imprevedibili. Non giudicare un libro dalla copertina; valuta attentamente le situazioni e preparati per le incertezze.

Insomma, la capacità di sperimentare e cogliere stimoli da diverse fonti, alla fine, può portare al successo, adattandosi ai cambiamenti e alla mutevolezza delle situazioni.

Lorenzo Marabini

fonte Startupitalia:
https://startupitalia.eu/207014-20230730-elogio-del-fallimento-cosi-lerrore-ci-rende-umani-flessibili-efficienti-e-persino-vincenti

#projectmanager #leadership #strategiedisuccesso #aziende

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La storia in un logo

7/18/2021

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Al piacere di ricevere un incarico di comunicazione e marketig per un'attività in Emilia Romagna, si è aggiunta la sorpresa di riscoprire una storia antichissima di civiltà e lavoro... da valorizzare come punto di forza dell'identità aziendale.

Con la progettazione/restyling del logo ho voluto riproporre l’immagine-simbolo di un passato che non esiste più - se non nella tradizione di un luogo, nella stratificazione del tempo cronologico e mentale - in combinazione con la modernità (ed efficienza) della struttura, dove una volta era attivo un “maglio”...

HOTEL e RISTORANTE “IL MAGLIO”, Imola (Bologna)

Perché “il Maglio”…? Cos'è un "maglio"? E’ una storia molto antica e interessante. In epoca romana venne creata artificialmente una diramazione del fiume Santerno - che attraversa Imola (Bologna) - per irrigare i campi coltivati a Nord-Est lungo la via Selice, dove si trova l’ Hotel e Ristorante "Il Maglio". In seguito, in epoca medievale, su quel corso d’acqua vennero costruiti una ventina di mulini, tanto che prese il nome di “Canale dei Molini”. Ma non tutti erano destinati alla molatura del grano, per ottenere la farina.
Alcuni mulini sfruttavano la forza cinetica dell’acqua per far funzionare macchinari automatici pre-industriali come segherie o grandi martelli, chiamati appunto “magli”, destinati alla forgiatura dei metalli: il ferro battuto serviva per creare attrezzature agricole, armi, cancelli, ecc…; mentre il rame veniva usato per fare le pentole o altri attrezzi da cucina.
Ecco, qui in questo luogo c’era proprio un mulino dotato di maglio e un forno ad alte temperature (per scaldare i metalli) funzionanti fino a non moltissimi anni fa.
Tutto questo è rimasto nella memoria, a ricordarci della nostra civiltà e delle nostre tradizioni.
Il mondo è cambiato e continua a farlo. Oggi, qui non si fanno più le pentole di rame… ma è tornato un forno e sono tornate le  pentole per alimentare una grande passione per l’ospitalità e per la ristorazione tradizionale dell’Emilia Romagna… Una passione nata dalla volontà di una bella famiglia nel “forgiare”(modellare) la migliore permanenza a Imola - città strategica per la sua posizione in Emilia Romagna, sia per il business, sia per le vacanze e lo svago.
Benvenuti in questo mondo e.. buona permanenza! :)

Lorenzo Marabini
Consulente Marketing e Comunicazione (Imprese e Territorio)

Per vedere un maglio in movimento, ho trovato su YouTube questi VIDEO davvero interessanti:

- https://www.youtube.com/watch?v=dLvM9GQf1p4 (maglio ancora funzionante in Valle Camonica BS www.segnoartigiano.it)

- https://www.youtube.com/watch?v=zyI6z1Ey6ns (modellino di www.mondopresepi.com)
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proiezioni TREND turismo in italia E Marketing Territoriale

4/12/2021

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Per chi si occupa di incoming e marketing turistico, promozione territoriale, ma anche per le singole imprese operanti nel settore, ritengo che il report DALLA CRISI ALLE OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO DEL TURISMO IN ITALIA  - Supplemento alla XXIII Edizione del Rapporto sul Turismo Italiano CNR e IRISS sia davvero molto interessante e utile. Questo rapporto è di maggio 2020. Ne avevo palato in un post dopo l’estate ma da allora non è cambiato molto (purtroppo) ed è ancora attuale. Vorrei quindi condividere una mia sintesi (più sotto riporto il link al documento completo).

TREND
Si prevede un forte recupero. La digitalizzazione esploderà non solo come momento della promozione- informazione ma anche nella strutturazione del prodotto: sarà essenziale per favorire la differenziazione e la qualità dell’offerta. Oltre ai clienti internazionali, che torneranno, c'è anche un orientamento attuale per il recupero dei clienti nazionali di prossimità. La componente ambientale che ha sempre avuto una valenza prioritaria l’avrà ancora di più, così come la riscoperta dei piccoli borghi, alle località di interesse storico e artistico.

L’IMMAGINE diviene quindi, per le destinazioni turistiche, anche un elemento strategico per accrescere la propria attrattività e per differenziarsi in un panorama sempre più affollato, a maggior ragione in un contesto sempre più allargato a livello planetario. Bisogna inoltre ricordare come l’immagine di una destinazione turistica sia da considerarsi come un bene pubblico, in quanto coinvolge l’intera comunità locale e quindi risulta compito fondamentale delle istituzioni pubbliche, agenzie nazionali del turismo in primis, non solo la sua tutela, ma anche la crescita del suo valore.

COMUNICAZIONE e PROMOZIONE restano funzioni strategiche. Si deve fare appello non solo ai processi cognitivi dei destinatari, ma anche alle loro emozioni. E' quindi rilevante esplorare le possibilità offerte dalle tecnologie digitali - creando anticipazione, interesse e intenzioni di visita nella fase precedente - come potenti strumenti di marketing esperienziale, particolarmente utili per quelle realtà cosiddette “invisibili” in quanto poco conosciute e visitate, che costituiscono la stragrande maggioranza del patrimonio nazionale.

L’INNOVAZIONE DIGITALE - nuove esperienze (integrative)
Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnicodi Milano (2019), i servizi digitali legati alle attività esperienziali presso la destinazione, tra cui quelle relative alla cultura, rappresentano la componente più dinamica di questo mercato, e questo non stupisce considerando che quella culturale rappresenta la motivazione principale che spinge i turisti a viaggiare in Italia, come evidenziano i dati dell’ultimo Rapporto sul Turismo Italiano (Becheri & Morvillo, 2019). Peraltro, proprio un’analisi di quest’ultima edizione del Rapporto mostra l’impegno sia delle grandi città d’arte sia di quelle più piccole nell’offerta di una varietà di applicazioni e servizi digitali per i turisti attraverso i loro siti ufficiali (Apicerni & Marasco, 2019) in grado di assicurare il coinvolgimento emozionale dei visitatori e a volte cambiare il modo di guardare alla cultura e di fare turismo. Sono esperienze che ad esempio intrecciano patrimonio culturale e linguaggi cinematografici per amplificare il potere dello storytelling, per raccontare con nuovi linguaggi i nostri territori e miti, la nostra identità, storia e l’arte da cui il mondo è affascinato - ad esempio con tour virtuali in 360° e filmati (Youtube, etc) diffusi sui siti ufficiali e canali social.
 
MARKETING e PROMOZIONE DOPO IL CORONAVIRUS
Si sta presentando un’occasione per rivedere i modelli di offerta, in modo tale di orientare le preferenze dei clienti verso soluzioni più in linea con il rispetto dei territori, dell’ambiente e delle comunità locali. Un approccio particolare in questa fase storica può essere quello basato sulla creazione di surrogati all’esperienza turistica con la proposta di servizi e contenuti innovativi che possono sostituire la fruizione diretta sul territorio nell'ottica di alimentare la prima fase dell’esperienza turistica (l’attesa) con la proposta di contenuti che possano ispirare i clienti anche in vista di prenotazioni di lungo termine. Può essere anche l’occasione per provare a raggiungere direttamente i clienti, riducendo la propria dipendenza commerciale dall’intermediazione delle OTA (Online Travel Agencies).

Serve un salto di qualità per porre le premesse per un vero rilancio del sistema turistico italiano, con ricadute positive destinate a durare nel tempo... Ma qui voglio aggiungere una nota: 
trovo incredibile e assolutamente assurdo in Italia lo scorporo del Turismo dal dicastero della Cultura. Una distinzione anacronistica e perdente che si riflette nelle amministrazioni locali e regionali: "quella culturale rappresenta la motivazione principale che spinge i turisti a viaggiare in Italia" (Fonte: ricerca sul Turismo CNR...)

Qui il documento completo:
https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/Supplemento_XXIII_Rapporto_Turismo.pdf

Lorenzo Marabini
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    Autore del BLOG

    Lorenzo Marabini consulente marketing e comunicazione, content media e video producer per Imprese e Territorio.

    Blog di marketing e comunicazione - trend e opportunità.
    Guardarsi intorno per (cercare di) capire il mondo.
    Report personale di attività, incontri e convegni. Riflessioni su attualità, consumi, mercato/mercati, Società, innovazione, ICT...

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